Author Topic: un pò di difesa...  (Read 5039 times)

Offline gth07

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un pò di difesa...
« on: Maggio 14, 2008, 12:55:13 am »
Ciao raga sono un pò perplesso, mi piacerebbe imparare un'arte di combattimento che mi dia le basi per difendermi ma non con troppo contatto...nn vado proprio a genio con box e altra robaccia del genere....mi sapete dare qualche dritta please?? ciauz a presto  :)

Offline AvalonVic

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Re: un pò di difesa...
« Reply #1 on: Maggio 14, 2008, 12:57:10 pm »
Ci sono due approcci diversi all'arte del combattimento, quello occidentale (full contact, box... per fare qualche esempio) che come filosofia hanno la competizione, mentre l'approccio orientale punta sulla cooperazione (soprattutto aikido), dove la filosofia che c'è dietro implica l'usare l'energia dell'avversario, rivoltandogliela contro! Io personalmente ti consiglio di provare qualcosa di simile!   :)

Offline Venom

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Re: un pò di difesa...
« Reply #2 on: Maggio 14, 2008, 07:38:42 pm »
Ho praticato entrambi i tipi di arti marziali.
E secondo me le più adatte alla difesa personale sono quelle full contact, nate come full contact ;D
La kick boxing per intenderci.

Niente calci giro al volo o doppi passi con rotolamento...   due saltelli, una spazzata ed anche un bidone di 100 chili cade a terra come una pera secca ;)


Offline VertigoOne

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Re: un pò di difesa...
« Reply #3 on: Maggio 23, 2008, 04:25:42 pm »
scegli uno stile efficace (pugilato, Wing chun, escrima, silat, JKD) che ti si adatti e praticalo quotidianamente.
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falco

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Re: un pò di difesa...
« Reply #4 on: Maggio 23, 2008, 04:48:28 pm »
io pratico kung fu e un po' di pugilato, e li sto imparando da solo tramite dei libri che ho comperato e sono ottimista, consiglio se non vuoi andare in palestra di comperarti un buon libro  di arti marziali tanto ce ne sono in giro tanti, lo dico perché io in palestra ci sono andato e i tempi dell'insegnamento sono lunghi e ti si può passare anche la voglia, in 5 anni sei cintura nera ma saresti di scarsissimo livello, a meno che non sei un talento naturale e non continuo, mentre io facendo da solo e tutti i giorni e imparando le cose che mi piacciono, lo faccio con più entusiasmo e poi avendo imparato la pnl, estraggo le strategie da video che vanno in giro su you tube sui i più bravi maestri che ci sono in circolazione, questo è il mio consiglio e ormai sono 2 anni che lavoro da solo e mi ritengo a un buon livello, anche se non ho mai avuto la fortuna di testare su persone, sono convinto che sia meglio prima vincere un combattimento con le parole, ma se non ci sono alternative utilizzare le mani; come mi è capitato ieri per esempio: avevo approcciato due ragazze e ci stavo parlando quando arrivano due pseudoamici che volevano farsi i bravi e cercare rissa, innanzitutto ho avuto la calma di ragionare e con calma le ho chiesto la causa del loro comportamento, infine non sapendo cosa dire sono andati via e sono tornato a parlare con le ragazze, anche se sotto sotto c'era la voglia di dargli una bella lezione.spero di non averti incasinato troppo con il mio racconto;-)

Offline Venom

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Re: un pò di difesa...
« Reply #5 on: Maggio 24, 2008, 07:46:55 pm »
Secondo me andare in palestra è l'unico modo per sviluppare le capacità necessarie alla difesa personale, ad esempio:

- gestire la distanza
- intuire e prevedere le mosse dell'avversario
- gestire lo scontro
- imparare ad incassare
- gestire il ritmo
- sviluppare l'abilità automatica di parare e schivare i colpi

Sono tutti skill che non si apprendono con i libri e neanche con le forme (o kata, che dir si voglia), ma con l'esperienza ed il feedback.


Offline Davide bRiOz

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Re: un pò di difesa...
« Reply #6 on: Maggio 25, 2008, 01:44:01 pm »
Io per diversi anni ho praticato diverse arti marziali cambiando ogni anno perchè non trovavo quella che più si adattava a me,,,

Alla fine mi ero fermato sul wing tsun, che è IMPOSSIBILE da praticare da solo (escluse le forme) per i motivi che ha elencato Venom.

Devo aggiungere che ho iniziato con la Kick Boxing che ti tempra maggiormente il fisico e i tuoi compagni ti aumentano sicuro il testosterone  ;)
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Offline rotello

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Re: un pò di difesa...
« Reply #7 on: Maggio 26, 2008, 04:53:02 pm »
poi avendo imparato la pnl, estraggo le strategie da video che vanno in giro su you tube sui i più bravi maestri che ci sono in circolazione

ci giri qualche cosa che siamo affamati di conoscenza??

Offline gth07

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Re: un pò di difesa...
« Reply #8 on: Maggio 26, 2008, 07:36:06 pm »
beh sicuramente non ho fretta di imparare...grazie per il consiglio "libri" ma credo che utilizzerò la palestra...ero interessato al wing tsun o win chun perchè guardando alcuni filmati ho visto cose spettacolari...ora a fine estate mi iscriverò a qualcosa poi vi farò sapere...grazie a tutti..  :)

Offline Venom

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Re: un pò di difesa...
« Reply #9 on: Maggio 26, 2008, 10:36:35 pm »
Da www.target-training.it si può scaricare un ebook gratuito che non è malaccio ;)

falco

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Re: un pò di difesa...
« Reply #10 on: Maggio 26, 2008, 11:16:59 pm »
Credo che sia più facile a farsi che a dirsi, ora la pnl fondata da Grinder e Bendler si basava sulla estrapolamento delle strategie dei migliori terapisti che riuscivano ad avere i migliori risultati in ambito terapeutico, solo con le loro competenze inconsce, quindi(Bendler e Grinder) estraevano le strategie e poi le modellavano in modo tale da avere un senso compiuto, esempi sono il modello di Erikson famoso terapeuta che portava alla trance ipnotica e il metamodello che attraverso domande precise vanno a estrapolare precise informazioni, ma visto il successo ottenuto ampliarono queste estrazioni di competenze inconsce anche in persone che eccellevano in altri campi: menager industriali, sportivi, seduttori ecc.
Ora, però la pnl prima di poter acquisire una capacità, esempio saper cucinare, deve estrarre un 'abilità, esempio l'abilità di mettere i giusti ingredienti e in dosi giuste e via proseguendo fino alla completezza del piatto per poter dire sono capace di cucinare.
quindi bisogna saper ascoltare estrarre la strategia di pensiero, di come agisce, quali sono le sue convinzioni, nonchè l'attenzione verso i suoi sistemi rappresentazionali che ci daranno con migliore precisione in che modo lo pensa.
Ora immaginate un cuoco mentre prepara un piatto prelibato che piace a voi e che avete visto preparare(es, Vissani in tv),come si comportera?
certamente seguira una ricetta e in un certo modo, metterà prima un ingrediente primario e poi quello secondario e mentre l'osservate in modo dissociato fate attenzione al suo comportamento, ora dal modo dissociato passate al modalità associato, cioè vedete il vostro modello come se guardaste con i vostri occhi e che siate voi a proseguire la ricetta.
almeno da quello che ho studiato così dovrebbe essere il modellamento di un'abilità, che comprende il completamento dell'obiettivo in 4 fasi:
- decidete ciò che volete
- fate qualcosa
- osservate ciò che succede
- cambiate qualcosa finchè non ottenete ciò che volete.
Poi c'è da dire che ognuno di noi ha una sua strategia diversa, per effetuare una sua competenza e il metamodello e i sistemi rappresentazionali aiutano molto a indivduare ciò.
Ci sarebbero altre cose da dire ma poi scrivo un libro non un post e credo di essere già stato troppo noioso, comunque dico sempre che chi ne sa più di me accetto consigli e smentite su ciò.
Questo era per rispondere a ROTELLO in base alla sua domanda.

Offline rotello

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Re: un pò di difesa...
« Reply #11 on: Maggio 27, 2008, 07:32:07 pm »
grazie falco per l escursus storico :-)
mi sono pero espresso male. volevo sapere le strategie che hai estratto, non cosa sono le strategie.
grazie per la risposta, esauriente.

rot

ps come "sport" da difesa(->attacco) direi (__quasi__ in ordine) muay thai , savate, pugilato, jkd, Bjj..
non conosco il WT ma non mi ispira su troppe cose.... :-))

Offline Davide bRiOz

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Re: un pò di difesa...
« Reply #12 on: Maggio 28, 2008, 01:06:56 pm »
Puoi comprare i prodotti di LaTourrette che ha applicato tutto alle arti marziali (e quando dico tutto è TUTTO  ;))

In alcune mail private anche questo signorino dall'aspetto benevolo mi consigliava il WT, considerando sempre alcuni principi....

....dipende dal maestro e da cosa conosci tu di "energia"
....la potenza di un calcio laterale di kickboxing è 6 volte superiore ad un pugno...
....Ueshiba diceva "una volta che colpisci un avversario, non esiste più, questo perchè non deve più rialzarsi"
....Rotello a volte parla a vanvera...  ;)
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BianConiglio

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Re: un pò di difesa...
« Reply #13 on: Luglio 02, 2008, 03:27:08 pm »
Forse è un po’ tardi per la risposta ma spero di essere utile...non mi sento di dare consigli migliori di chi qua dentro pratica, ha praticato, o ha conosciuto direttamente persone del campo. Detto questo, tempo fa feci molte ricerche sulla rete e, personalmente, le arti marziali che mi hanno incuriosito di più sono state la Muay Thai e il JKD, mi hanno bene in molti del Wing Tzun, ma ho messo prima il JKD perchè in teoria dovrebbe essere superiore per i motivi che leggerete dopo, comunque proprio perchè è teoria non posso fare considerazioni.

Da quello che ho capito gli sport da combattimento tipo la kick boxing somigliano molto alla Muay Thay, ma sono più "morbidi" (relativamente   )e più semplici rispetto ad essa proprio per renderli sport. 
La Muay Thai gode di grande fama per il suo carattere devastante, si basa molto sull'intensità e la durezza più che sul concetto di bellezza o di arte.
Il JKD è l'arte creata da Bruce Lee, e Bruce Lee la creò con l'esatto scopo di renderla efficace, eliminando dal Wing Tzun le cazzate tradizionali che non servivano e provando in situazioni reali le cose effettivamente utili.

Si tratta sempre di impegno...uno può conoscere l'arte marziale più completa ma aver poca esperienza ed essere non tanto "efficace" rispetto a un'altro che sa solo pochi colpi ma che al contrario si è trovato a combattere tantissime volte e ad allenarsi più duramente.
 
Ora scrivo qualcosa che trovai in rete (non ricordo dove):

Muay Thai. Si racconta che in passato fu organizzata una sfida tra praticanti di Thai Boxe e di Kung Fu, tra thailandesi e cinesi….Risultato? Tutti KO a favore dei thailandesi. I praticanti di Kung Fu addossarono la colpa di tale sconfitta al fatto che non avevano l'abitudine di indossare i guantoni e che così non potevano applicare le varie tecniche della gru, del serpente, sui punti vitali, ecc… I Thai boxers concessero quindi la rivincita lasciando la libertà agli avversari di non usare i guantoni e di combattere senza regole. Com'è finita secondo voi? Nuovamente tutti KO a favore dei discendenti di Nai Khanom Thom. Ma com'è possibile ciò? Nella Thai Boxe allenano solo 4 pugni, 2 calci, gomitata e ginocchiata ma anche nel Kung Fu hanno tali colpi, più molti altri! La risposta non è da ricercare nel numero delle tecniche ma nel metodo di allenamento e nella sua intensità, semplice no? Forse troppo per alcuni…Nella Muay Boran molte delle tecniche di calci portati al disotto della cintura sono col tempo passate in disuso per lo scarso utilizzo fatto delle stesse durante le competizioni sportive: delle moltissime tecniche di quel genere solo i calci circolari (noti ormai come low kicks) portati alle gambe per fiaccare la resistenza dell’avversario ed i calci frontali portati alle cosce o all’inguine al fine di mantenere una distanza a noi consona, sono rimasti parte integrante del bagaglio tecnico di ogni buon pugile che voglia misurarsi sul ring. In realtà lo stile di lotta tradizionale siamese, in quanto nato come supporto tecnico della elite militare che si trovava a combattere in condizioni estreme sui campi di battaglia dell’epoca, disponeva di moltissime tecniche di calcio che prendevano di mira i bersagli sensibili per eccellenza come i testicoli o le ginocchia, retaggio di un tempo in cui anche i combattimenti in tempo di pace venivano disputati senza regole, ad oltranza ed ovviamente senza categorie di peso. Soprattutto i combattenti di piccola statura si specializzavano spesso in colpi a sorpresa che, contro attacchi alla testa di pugno o di calcio, permettevano di “tagliare le gambe” all’avversario, così come erano soliti dire i maestri del passato, rendendolo completamente inoffensivo perché incapace di reggersi in piedi e quindi di combattere. Quanto più l’avversario è irruente e quindi poco scaltro, tanto più sarà agevole evitare la potenza dei suoi attacchi mettendolo in condizioni di non nuocere con azioni velenose mirate alle parti esposte delle sue gambe o dell’inguine.

Jun Fan Jeet Kune Do. Bruce Lee iniziò con il Wing Tsun ma, rendendosi conto dei limiti delle arti marziali tradizionali, studiò molti metodi di combattimento e si focalizzò in particolare su boxe e scherma, in questo modo integrò al wing tsun il combattimento sulla lunga e media distanza, creando così il Jun Fan Kung Fu, in seguito fece evolvere la sua arte sviluppando nuove tecniche trovandone i punti deboli creando quello che ha poi chiamato JKD. E’ da sottolineare che il JKD non è affatto un assemblaggio di varie arti marziali o tecniche diverse perché ogni tecnica è stata creata da Bruce Lee provandola e modificandola in combattimenti reali. (Attualmente il Jeet Kune Do è rappresentato da Due Scuole: la Scuola "Original" e la Scuola "Concepts". Le Due Scuole si originano dalla diversa interpretazione del Jeet Kune Do assunta da Sifu Dan Inosanto. La Scuola "Original" difende e promuove il bagaglio tecnico e le metodologie d’allenamento esplorate da Bruce Lee fino alla sua morte. La Scuola "Concepts" è frutto della ricerca postuma di Inosanto "di ciò che è utile da assorbire..." che comprende la visitazione di più di 20 arti marziali differenti applicate con i "Concetti" del Jeet Kune Do.)

Wing Tsun. Il WT non è basato sulla forza fisica o sull'abilità acrobatica e , anzi, permette alle persone più deboli di difendere se stesse. Il WT insegna come usare la forza dell'avversario per usarla contro di lui. I movimenti di autodifesa del WT derivano dai riflessi tattili che sono meccanicamente e direttamente determinati dall'attacco dell'avversario. In questo senso il WT non è suscettibile di "finte" volte a fare cadere in errore il praticante. Il WT può essere imparato in tempi brevi ai fini della difesa personale ed approfondito nel tempo nei suoi aspetti di vera arte marziale tradizionale cinese. La sua efficacia non risiede in evoluzioni stilistiche o in trucchi per creduloni , ma nella totalità rivoluzionaria dei sui semplici concetti.

Shaolin Quan. Da esso derivano la maggior parte delle arti marziali Cinesi (e forse anche Giapponesi). Ha avuto origine nel tempio di Shaolin sul monte Songshan a Dengfeng nella provincia dell'Henan, e venne chiamato con il nome del tempio. La leggenda ritiene che il fondatore dello Shaolin Quan fu un monaco indiano, Bodhidarma ma oggi non è certa l'attendibilità di questa tesi. Egli scelse come luogo di diffusione della sua dottrina il tempio Shaolin-tsu, dove si rese conto che i monaci avevano un fisico debole, così codificò 18 esercizi. Col passare del tempo i monaci dovettero sviluppare le loro capacità combattive per difendersi dai briganti e svilupparono così lo Shaolin-tsu-chuan. 

Kenpō (noto in occidente anche con la traslitterazione adattata Kempo) è un'arte marziale giapponese di origine cinese. Il kenpō era probabilmente praticata dal VII secolo dai monaci buddisti di Shaolin e divenne prima il Jiaodishu, poi il Kaiko (sotto l' influenza mongola) e infine Kenyu o arte del pugno, per le sue tecniche di pugno, forti e veloci, e per gli agili spostamenti delle gambe durante il combattimento.

Karate. Il Karate nasce ad Okinawa dalla fusione tra il Te Giapponese e il Kenpō Cinese. Nei secoli XVII e XVIII le persone che dal Giappone si recavano in Cina, cercarono di apprendere quel che potevano: tecniche sparse che adattarono al loro fisico ben più robusto del fisico di un cinese.

Viet Vo Dao. E’ la sintesi moderna delle Scuole di Arti Marziali Vietnamite. A differenza di altre regioni asiatiche, dove la pratica delle arti marziali divenne la prerogativa di una classe sociale precisa e privilegiata, i Kchatrya in India, i Samurai in Giappone, in Vietnam l’arte marziale nata in ambito contadino si sviluppò con esso.

Jujitsu. Il Jūjutsu, conosciuto anche come Jujitsu, è un'arte marziale giapponese il cui nome significa letteralmente jū (flessibile, cedevole, morbido) e jutsu (arte, tecnica, pratica). Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri) che se ne servivano per giungere all'annientamento fisico dei propri avversari provocandone anche la morte,a mani nude o con armi. In molte arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel Ju Jitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto. La leggenda del salice.Esisteva un tempo, molti secoli fa, un medico di nome Shirobei Akiyama. Egli aveva studiato le tecniche di combattimento del suo tempo, comprese altre tecniche che imparò durante i suoi viaggi in Cina compiuti per studiare la medicina tradizionale e i metodi di rianimazione, senza però ottenere il risultato sperato. Contrariato dal suo insuccesso, per cento giorni si ritirò in meditazione nel tempio di Daifazu a pregare il dio Tayunin affinché potesse migliorare. Accadde che un giorno, durante un' abbondante nevicata, osservò che il peso della neve aveva spezzato i rami degli alberi più robusti che erano così rimasti spogli. Lo sguardo gli si posò allora su un albero che era rimasto intatto: era un salice, dai rami flessibili. Ogni volta che la neve minacciava di spezzarli, questi si flettevano lasciandola cadere riprendendo subito la primitiva posizione. Questo fatto impressionò molto il bravo medico, che intuendo l' importanza del principio della non resistenza lo applicò alle tecniche che stava studiando dando così origine ad uno degli stili più antichi del JuJutsu, lo Yoshin Ryu (scuola dello spirito del salice),tutt'ora esistente e che da 400 anni si tramanda tecniche di combattimento a mani nude e con armi in maniera quasi del tutto invariata.
 
Ciao a tutti.

Offline rotello

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Re: un pò di difesa...
« Reply #14 on: Luglio 02, 2008, 04:19:26 pm »
io rimango dell'opinione che:
Muay THAI (e/o pugilato ( che pero e debole sui calci)
+
brazillian jiu jitsu

e in un paio di anni sei a posto per situazioni "normali".


rt