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Il Segreto di Saper Prendere Buone Decisioni

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La nostra vita è basata sulle scelte, e se sapessimo sempre prendere ottime decisioni, la nostra vita di conseguenza sarebbe più facile… le ricerche però ci dicono che molte volte facciamo le scelte sbagliate:

PROFESSIONALMENTE:

Più della metà degli insegnanti in America lasciano il loro posto di lavoro entro 4 anni. Uno studio nelle scuole di Philadelphia infatti ha scoperto che un insegnante ha quasi due volte in più la probabilità di abbandonare la scuola di uno studente.

NEL NOSTRO LAVORO:

Uno studio ha dimostrato che quando un medico è “assolutamente certo” della sua diagnosi, per il 40% si sbaglia

E NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI:

Si stima che ogni hanno vengano sovrascritti/cancellati, circa 61.500 tatuaggi solo negli Stati Uniti

Riceviamo un sacco di consigli abbozzati sulla base di fonti inaffidabili. Cosa ci dice la ricerca scientifica sul come prendere le decisioni giuste?

Inizialmente si potrebbe pensare che avresti potuto prendere una scelta migliore se tu avessi avuto maggiori informazioni a portata di mano… ma ti sbagli…

Non hai bisogno di più informazioni MA delle giuste informazioni

Negli ultimi 20 anni siamo passati alla difficoltà di reperire informazioni alla difficoltà di filtrare ed allontanarsi da troppe informazioni non desiderate. In PNL si dice spesso di concentrarsi sulle soluzioni piuttosto che sul problema, ed in effetti è proprio così. Quando i medici fanno una valutazione sulla possibilità che una persona possa avere un infarto, l’eccesso di informazioni non solo è fastidioso ma può essere anche mortale:

L’algoritmo di Goldman (indice che valuta il rischio del paziente) è così accurata che non ha bisogno di interpretazioni dall’uomo, tutte le altre informazioni quindi risultano inutili, possono essere dannose e possono confondersi con i problemi. Quello che rovina i dottori nel predire un attacco cardiaco, è avere troppe informazioni

La soluzione? Spendere meno tempo ad accumulare informazioni ed investire magari più tempo a definire meglio il problema in modo da trovare le giuste informazioni.

Come Dan Pink spiega nel suo bestseller, Venditi Bene, la ricerca ci dimostra che uno dei tratti distintivi in tutti i grandi progressi nelle arti e nelle scienze sono stati generati dall’investire più tempo sul “chiarire il problema.”

“La qualità del problema che si riscontra è un precursore della qualità della soluzione che si ottiene”

E le persone che si concentrano sul problema invece che cercare la risposta finiscono con l’avere anche più successo nella loro carriera lavorativa

Nel 1970, Csikszentmihalyi e Getzels rintracciano le persone (artisti) che prima andavano a scuola per vedere i risultati ottenuti. Circa la metà degli studenti avevano lasciato il mondo dell’arte del tutto. L’altra metà stava lavorando, e spesso riuscendo, come artisti professionisti. La caratteristica distintiva di questo secondo gruppo? Già da quando erano a scuola, analizzavano bene il problema prima di affrontarlo.
Ok, ora hai chiarito il problema e ti stai focalizzando sull’ottenere le giuste informazioni. Bene. Ora quindi è il momento di essere ultra razionale e logico, distaccato emozionalmente per fare una buona scelta, giusto? No, ti sbagli un’altra volta…

I sentimenti sono tuoi amici

Essere calmi aiuta sicuramente a prendere le decisioni giuste, ma ignorare le sensazioni è da stupidi. Come spiega il professore di Stanford, Baba Shiv, le scelte non possono essere fatte senza emozioni.

Dal libro The Most Human Human:

Alla fine degli anni 80 e per tutti gli anni 90, Shiv dice che i neuroscienziati hanno iniziato a fornire delle prove contrarie alla teoria della scelta logica-razionale dicendo che: “l’emozione è essenziale e fondamentale per prendere buone decisioni”

E non solo abbiamo bisogno dei sentimenti per prendere le decisioni, ma coinvolgendoli ci porta anche ad ottenere decisioni migliori.

Il professor Timothy Wilson autore di Redirect: the surprising new science of psychological change, dice che le sensazioni battono la logica quando si vuole fare una predizione su una relazione:

Sono state le persone nel gruppo dell’ “istinto” quelle che sono rimaste fidanzate diversi mesi dopo, rispetto a quelli che ci hanno eccessivamente riflettuto con una lunga introspezione sulla relazione.

E le questioni di cuore non sono l’unico settore dove le emozioni possono aiutare. L’empatia può essere di grande aiuto per prendere una buona decisione: la ricerca dimostra che i medici che provano empatia prendono le migliori decisioni per i loro pazienti:

Il professore Adam Grant, autore del libro Più dai, più hai, dice:

Esiste uno studio approfondito di Turner e colleghi che dimostra che quando un medico vede  insieme ad una radiografia anche la foto del paziente, entra in empatia con quella persona e di conseguenza, scrive rapporti più lunghi con una una maggiore accuratezza diagnostica.

Certamente ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di pensare alle cose in maniera razionale. Ma quando usare la testa e quando invece la pancia?

  • Per semplici decisioni senza molte variabili (che tipo di acqua comprare?) sii razionale
  • Per decisioni complesse e pesanti (sono innamorata?) abbi fiducia della tua sensazione di pancia

Nel libro How we decide:

Come ha dimostrato Dijksterhuis, quando si chiede alla tua corteccia prefrontale di prendere una decisione, esso prenderà una decisione sbagliata… sembra ridicolo ma ha una spiegazione scientifica: preoccupati di meno per tutte quelle cose che ti stanno più a cuore, non aver paura di lasciar scegliere alle tue emozioni.

Quindi, quando sei stanco ed è difficile anche pensarci? Non preoccuparti e ascolta il tuo stomaco

E quando sei veramente, veramente stanco? Vai a dormire. Gli studi dimostrano che è vero il detto “la notte porta consiglio”

Ok, hai chiarito il problema, hai ottenuto le giuste informazioni e non stai ignorando i tuoi sentimenti; qual’è quindi lo strumento che la maggior parte delle persona ignora che ti consente di sapere se devi fidarti delle tue decisioni?

Conosci i tuoi punti di forza

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La scienza moderna può essere fighissima, ma qui bisogna ripassare quello che dicevano gli antichi greci “conosci te stesso”

Ci sono poche cose oltre a conoscere chi sei veramente e in che cosa sei bravo a fare che possono veramente guidarti a prendere potenti decisioni. E la ricerca è d’accordo:

Fidati sicuramente del tuo istinto se sei un esperto di un argomento specifico:

Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Rice University, George Mason University e Boston College suggerisce che ci si dovrebbe fidare delle sensazioni di pancia – ma solo se sei un esperto … In entrambi gli studi, i partecipanti che erano esperti in un determinato settore, riuscivano ad ottenere un miglior risultato agendo intuitivamente.

So che alcuni di voi stanno pensando: ma non sono sicuro di quelli che siano i miei punti di forza.
Nessun problema. Tutto ciò che ti serve è una penna, carta e tempo. Così puoi dare inizio al “diario delle decisioni.

Peter Drucker, autore di The effective executive, è uno dei maggiori esperti in materia di management e raccomanda di tener monitorato le azioni che compi e che risultati produranno nel tempo:

Ogni volta che prendi una decisione chiave o un’azione importante, scrivi quello che ti aspetti che accadrà. 9 o 12 mesi più tardi, confronta i risultati effettivi con le aspettative che avevi … usando questo semplice metodo scoprirai in un periodo relativamente breve di tempo, (forse due o tre anni), dove sono i tuoi punti di forza, e questa è la cosa più importante da sapere.

Non fidarti della tua memoria, scrivilo e rendilo un gioco. Scopri dove sei bravo e dove non lo sei

Prendi delle buone decisioni al lavoro ma quando si tratta della tua vita personale prendi decisioni da schifo? Ora sai quando puoi fidarti del tuo stomaco oppure no.

Tutte le idee che ti ho dato sono grandiose, ma c’è una cosa importante che manca: quando fermare il processo di decisione? Quando è il momento di tirare il grilletto?

Prendi una decisione “abbastanza giusta”

Non sudare sette camicie per prendere la decisione assolutamente giusta al 100%. Sappiamo tutti quanto è stressante essere un perfezionista.. e la neuroscienza ce lo conferma. Cercando di essere perfetti sovraccarichi il cervello e questo ti fa sentire fuori controllo.

Dal libro The upward spiral:

Cercando il migliore, invece dell’abbastanza giusto, si porta troppa emotività nell’attività della corteccia prefrontale ventrocentrale adibita al processo decisionale. Al contrario, riconoscendo che abbastanza giusto è abbastanza giusto, si attivano più aree della corteccia prefrontale dorsolaterale, che ti aiutano a sentirti più in controllo

Come dice il professor Barry Schwartz “Good enough is almost always good enough.”

Ti suona troppo facile? Troppo semplice? Ok, vediamo le persone ai massimi livelli come prendono le decisioni:

James Waters è stato “Deputy Director of Scheduling” alla Casa Bianca. (immagino che prendano decisioni piuttosto importanti lì.) e in una intervista ha detto:

“Una buona decisione oggi è meglio di una decisione perfetta tra 2 giorni”

Essere in grado di prendere decisioni quando sai di avere dati imperfetti è critico. Mi hanno sempre insegnato che “Una buona decisione oggi è meglio di una decisione perfetta tra 2 giorni”. Molte persone che conosco seguono questa regola nel mondo degli affari. Molti colleghi che hanno studiato nelle scuole più prestigiose vengono da posti dove erano analisti di una società ed il loro compito era quello di analizzare e analizzare e analizzare… Non potevano credere che qualcuno gli avrebbe detto che avrebbero dovuto prendere una decisione con informazioni imperfetta – e io credo fermamente che si dovrebbe. Penso che sia molto importante per i leader. E ‘bello analizzare le cose, ma ad un certo punto stai soltando girando i pollici.

Concentrati quindi sull’abbastanza giusto, invece di pensare troppo al problema.

Bene, ora non rimane che una semplice domanda che puoi fare per aiutarti a prendere una decisione su cui rimugini da troppo tempo…

Che consiglio darei a qualcun altro che è in questa stessa situazione?:

Se dovessi dare un solo consiglio, vorrei dire alle persone di prendere ciò che è chiamato “punto di vista esterno”,  ovvero: “Cosa faresti se dov’essi dare un consiglio ad un’altra persona?” e trovo che spesso quando stiamo raccomandando qualcosa ad un’altra persona, non pensiamo del nostro stato attuale e non proviamo le emozioni collegate. Prendiamo una decisione stando più distanti e spesso prendiamo la decisione migliore per questo motivo.

SI, può davvero essere così semplice: pensare a come si potrebbe aiutare gli altri è spesso il modo migliore per aiutare se stessi.

Voi non siete la scelta di nessuno. Voi siete la priorità di voi stessi;per questo, quando è tempo di prendere una decisione, ascoltate il vostro cuore. Perché non esiste la strada giusta, esiste la strada che vi rende felici.

Per concludere ti lascio il link ad un video che può darti alcuni spunti in più

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