Ma l’acqua potabile non è gratis?

Acqua

Gli italiani sono i maggiori consumatori di acqua minerale nel mondo. Nel corso dell’ultimo decennio la produzione nazionale di acque minerali e’ passata da 6.100 milioni di litri a 9.150 milioni di litri, per un valore annuo di quasi due miliardi e mezzo di euro. Il costo medio annuo per ogni famiglia italiana e’ di circa 300 euro. Quasi meta’ della popolazione italiana preferisce l’acqua in bottiglia a quella di rubinetto e ne consuma circa mezzo litro mediamente per ogni abitante.
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L’Italia vanta 266 marche di acque minerali, imbottigliate sotto i relativi nomi commerciali e l’indicazione del luogo in cui sgorgano e vengono imbottigliate. Come paradosso l’Italia e’ un paese ricco di sorgenti, solitamente di ottima qualita’, in parte utilizzate per l’imbottigliamento, in parte per la distribuzione in reti di acqua potabile. A Roma e’ persino nato un drug store tutto dedicato all’acqua minerale che offre la scelta tra 60 etichette di acque provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti, nonostante nella citta’ di Roma ci siano oltre 2080 fontanelle di ottima acqua potabile a disposizione dei cittadini. Tutto questo ha senso? Non dimentichiamo che l’acqua minerale piu’ publicizzata e piu’ costosa non e’ necessariamente la migliore: la pubblicita’ infatti puo’ incidere fino al 50% del prezzo finale… infatti la pubblicità incalza e invoglia, presentandoci l’acqua minerale sempre meno come una bevanda che serve ad accompagnare il cibo e dissetarci, ma sempre più come una fonte di salute e addirittura di bellezza. Non essendoci invece pressoché alcuna informazione sulla qualità dell’acqua che esce dal rubinetto di casa, si è naturalmente portati a pensare che questa non abbia nessuna delle proprietà vantate dalle acque in bottiglia e la si guarda con sospetto. La verità, basata sulla scorta di anni di analisi e controlli fatti da molti enti privati, è che l’acqua minerale non è migliore dell’acqua potabile.

Mi stanno fregando  ::)?

Spot e manifesti giocano su alcuni concetti chiave come la scarsa presenza di sodio o il residuo fisso molto basso. Ora, chi deve osservare una dieta povera di sodio, come gli ipertesi, non è certo dell’acqua che deve preoccuparsi, ma semmai dell’alimentazione: il sodio abbonda in molti cibi, e quello che si può assumere mangiando è senz’altro assai di più di quello che si ingerisce bevendo un’acqua ricca di sodio. In ogni caso l’acqua potabile fornita dalla maggior parte degli acquedotti ha livelli di sodio contenuti, perciò non c’è una grande differenza rispetto alle minerali.
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Tanto più che alcune marche che vantano di avere pochissimmo sodio, alla prova delle analisi ne hanno comunque poco ma più di quanto dicono. Quanto al residuo fisso, che testimonia la quantità dei vari sali disciolti (sodio, potassio, magnesio, cloruri, solfati, bicarbonati), sulle etichette è riportato come valore a 180 °C perché, dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua a quella temperatura, si può verificare quanti sali sono rimasti. L’ideale per il consumo quotidiano è un’acqua oligominerale, con un residuo fisso inferiore ai 500 mg/l. Nelle inchieste condotte da Altroconsumo sull’acqua potabile distribuita dall’acquedotto, nessun campione prelevato dal rubinetto superava i 700 mg/l: l’acqua offerta dall’acquedotto, quindi, è quasi sempre comparabile all’oligominerale.
Potremmo fare altri esempi, ma il concetto resta lo stesso: la qualità dell’acqua potabile italiana è buona, non ci sono motivi fondati per ritenere l’acqua minerale più salutare. Ciò non significa che l’acqua in bottiglia non sia di buona qualità. Sopravvalutare la minerale però è poco ragionevole, tanto quanto diffidare dell’acqua dell’acquedotto, rigidamente e regolarmente controllata sotto il profilo igienico. Bere una o l’altra è una scelta soprattutto di gusto, legata al sapore ed eventualmente alla voglia di bollicine. Nessuna virtù particolare dunque e nessun rischio in gioco: bere dalla bottiglia o dal rubinetto fa una notevole differenza solo per il portafoglio. Tra l’altro, a ben guardare, i soldi spesi per la minerale servono non tanto a pagare la materia prima, ma tutte le altre voci che gravitano attorno al business dell’acqua: pubblicità, trasporto, imballaggio.
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La legge è severissima: l’acqua potabile è disciplinata dal DPR n. 236/1988 e dai decreti legislativi n. 31/2001 e n. 27/2002, che discendono da Direttive europee che hanno imposto dei requisiti molto rigorosi. L’acqua, per essere potabile, non solo non deve “contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”, ma non deve superare neanche determinati valori massimi di sostanze non propriamente nocive per la salute. Dopo il decreto legislativo sembra anche che si potrebbe anche imbottigliare l’acqua del rubinetto e venderla :) [come i boccioni d’acqua che si trovano spesso negli uffici]

 

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FAQ.
Come posso migliorare odore e sapore dell’acqua di rubinetto? Ad esempio lasciandola decantare per permettere l’evaporazione del cloro eventualmente presente, in seguito è utile tenerla in frigorifero in una bottiglia ben chiusa. Se si utilizzano bottiglie di plastica è necessario tenerle pulite e cambiarle spesso.
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– Perché l’acqua a volte esce torbida o bianca dal rubinetto? È un fenomeno legato alla pressione con cui il getto esce dal rubinetto. Lasciata decantare in un bicchiere, le microbollicine che la intorbidano scompaiono e l’acqua torna limpida.
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Perché a volte l’acqua puzza di cloro? Rimane comunque potabile? Il cloro viene aggiunto per evitare che si sviluppino batteri, quando c’è rischio di contaminazione. Certamente sgradevole, non è tuttavia dannoso e inoltre, essendo volatile, basta lasciare l’acqua a contatto con l’aria per eliminarne l’odore.
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Cosa fare se l’acqua del rubinetto ha un colore rossastro? La colorazione dipende dalla presenza di ferro, naturale o dovuta al rilascio da parte delle tubature. Rivolgetevi alla Asl, solo però se siete sicuri che la colorazione non dipende dalle condutture dell’edificio. La responsabilità dell’acquedotto, infatti, copre solo il percorso dell’acqua dal pozzo fino al punto di allacciamento con le tubature condominiali. Se sono le tubature del palazzo a rilasciare ferro, la persona da sentire è l’amministratore del condominio.
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È possibile dare l’acqua del rubinetto ai bambini piccoli senza problemi? Per il consumo dell’acqua potabile da parte dei bambini è necessario tenere sotto controllo soprattutto due fattori: la concentrazione di nitrati e il valore del residuo fisso. Il limite di legge per la concentrazione di nitrati nell’acqua è assolutamente cautelativo anche per i neonati e comunque in molte città il valore per questo parametro è ben al di sotto del limite di legge. In ogni caso è meglio che i bambini consumino acqua senza nitrati. È bene, inoltre, che i bambini molto piccoli consumino acqua leggera, con un residuo fisso molto basso.
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L’acqua del rubinetto ha un sapore amaro, posso berla comunque? L’acqua potabile per legge deve essere insapore. Se non soddisfa tale requisito deve esserci qualche problema. Se si è certi che non sia una sensazione personale o legata a fattori estranei all’acquedotto (cattiva manutenzione dell’autoclave, tubature vecchie) bisogna segnalare il fatto alla Asl.
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L’acqua dura, cioè calcarea, è pericolosa per la salute?  La legge consiglia che la durezza, misurata in gradi francesi, sia compresa tra 15 e 50 °F.  Un’acqua più dura, ovvero più ricca di carbonati di calcio e magnesio, non ha effetti negativi sulla salute, ma può dar luogo a incrostazioni nelle tubature. Un’acqua molto dolce, al contrario, è molto povera di sali minerali, importanti per le funzioni vitali dell’organismo. Il limite inferiore di 15 °F nasce dall’esigenza di porre un freno a possibili trattamenti di addolcimento molto spinti. Non si conoscono invece danni causati da acqua calcarea e dura. L’acqua che beviamo è comunque meno ricca di minerali rispetto al nostro organismo, per non parlare di qualsiasi bibita. Nessun problema quindi. Naturalmente per che già soffre di calcoli e deve bere molto, è preferibile un’acqua leggera, cioè il più possibile povera di minerali in generale, perché si ottiene un maggiore effetto diuretico.

Aggiornamento 2017

 

Siccome sono diffidente per natura 🙂 usavo comunque una caraffa filtrante…. cè da aggiungere però che i filtri dei depuratori domestici sono un luogo ideale per la crescita di colonie batteriche e soprattutto tutti i filtri per l’acqua in qualche maniera abbassano sempre i valori di magnesio (date uno sguardo a tutti i test italiani/tedeschi/svizzeri effettuati)!
Ma anche se abitassi in montagna avrei dei dubbi a rifornirmi da una fonte “pura e naturale”….
Quale soluzione adottare allora?!?
Bene, io ho deciso di bere acqua del rubinetto
MA
dopo aver speso meno di 20€ e aver acquistato un kit per l’analisi dell’acqua! (certificato dall’università Bicocca di Milano)
PS. Ad oggi sono ancora vivo 🙂

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